Il sangue rappresenta circa l’8% del peso corporeo composto da globuli rossi, globuli bianchi e piastrine sospese nel plasma, ricco di proteine zuccheri, grassi e sali minerali.

Quali sono le sue funzioni?
  • trasporto di sostanze in tutti i distretti del corpo;
  • difesa da agenti estranei, compresi i microrganismi patogeni come virus, batteri e funghi;
  • riparazione di danni e ferite a carico dei vasi sanguigni, attraverso la coagulazione del sangue per evitare emorragie;
  • distribuzione del calore generato soprattutto dalla contrazione muscolare attraverso il controllo della circolazione periferica. Infatti quando abbiamo caldo i vasi sanguigni si dilatano (vasodilatazione) e diventiamo rossi, quando abbiamo freddo, invece, sono contratti (vasocostrizione).
Di cosa si compone?

Il 55% del volume totale del sangue (la parte liquida) è rappresentato dal plasma, il restante 45% è costituito da globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Nello specifico, i  globuli bianchi e le piastrine (detti anche buffy coat) sono pari all’1%, i globuli rossi al 44%.

composizione sangue

Plasma

Dal caratteristico colore giallo paglierino, è composto per il 90% da acqua, in cui sono disciolti sali e proteine plasmatiche. Tra queste, albumina, fibrinogeno, fattore VIII, fattore IX e immunoglobuline (detti plasmaderivati) si possono ottenere dal sangue grazie ad un processo detto frazionamento.
Tra le sue numerose funzioni vi è quella di mezzo di scambio di minerali essenziali e il mantenimento del pH del nostro corpo.
Il plasma e i suoi derivati vengono comunemente somministrati a pazienti traumatizzati e pazienti con malattie epatiche gravi.

Globuli rossi

Sono molto numerosi, un millimetro cubo di sangue ne contiene dai 4 ai 5 milioni e vivono circa 120 giorni (per questo la donazione del sangue è periodica). Grazie alle molecole di emoglobina in esso contenute, si trasporta l’ossigeno dai polmoni ai tessuti dell’organismo, raccogliendo anche l’anidride carbonica che viene riportata ai polmoni ed eliminata.
I pazienti che hanno maggior bisogno della trasfusione di globuli rossi sono quelli affetti da anemia cronica e quelli con emorragia acuta.

Globuli bianchi

Sono molto meno numerosi dei globuli rossi, la proporzione è (circa) di 1 globulo bianco ogni 600 globuli rossi. Il loro compito è quello di difesa dai microroganismi che possono aggredire il nostro corpo e da tutto ciò che viene riconosciuto come estraneo. Sono suddivisi in gruppi (neutrofili, linfociti, monociti, eosinofili, basofili) ciascuno dei quali svolge un’azione di difesa specifica.

Piastrine

Intervengono nell’arresto della perdita di sangue, possono essere ricavate da frazionamento o direttamente da un donatore con un processo noto come aferesi, tramite il quale le piastrine vengono separate dal sangue prelevato, poi reinfuso nel donatore.

I gruppi sanguigni

La scoperta dei gruppi sanguigni risale al 1900, ad opera dell’austriaco Landsteiner (a cui valse il Nobel per la medicina nel 1930).

Esistono otto diversi tipi di sangue comuni, determinati dalla presenza o dalla assenza di determinati antigeni sulla superficie dei globuli rossi . Dal momento che alcuni di questi possono innescare il sistema immunitario del paziente per attaccare il sangue trasfuso, nelle trasfusioni è necessaria la compatibilità dei gruppi.

Di seguito, una tabella che ricostruisce le possibilità di donazione tra i vari gruppi:

 

GRUPPI PUÒ RICEVERE DA  PUÒ DONARE A
0+ 0+ 0- 0+ A+ B+ AB-
0- 0- DONATORE UNIVERSALE
A+ A+ A- 0+ 0- A+ AB+
A- A-  0- A+ A- AB+ AB-
B+ B+ B- 0+ O- B+ AB+
B- B- 0- B+ B- AB+ AB-
AB+ RICEVENTE UNIVERSALE AB+
AB- A- B- 0- AB- AB+ AB-

Gli individui del gruppo AB+ possono ricevere qualunque tipo di sangue e sono perciò detti riceventi universali, mentre le persone di gruppo 0- sono donatori universali e possono ricevere solo sangue di gruppo 0-.

È importante, quindi, che gli ospedali abbiano un’ampia disponibilità di sacche dei vari gruppi sanguigni, in particolare una buona scorta di gruppo 0Rh- (zero negativo), una sorta di salvavita perché, in quanto donatore universale, può essere utilizzato in caso di emergenza quando non si conosce il gruppo del paziente e non si ha tempo di effettuare le analisi necessarie. Per questo è molto importante la donazione per gruppo sanguigno.

Cosa si dona e in quanti modi si può donare

Per diventare donatore

 

Le possibili tipologie di donazione sono quattro: sangue, aferesi (plasma e piastrine), dedicata e autodonazione. Le analisi che vengono fatte agli aspiranti donatori servono a valutare l’idoneità ai vari tipi di donazione.
Sarà il medico a stabilire, in base ai valori ematici, quante e quali donazioni è meglio effettuare nel corso dell’anno, tenendo presente che l’obiettivo principale è sempre la salute del donatore e del ricevente.
Può accadere, infatti, che qualche donatore, pur non avendo situazioni patologiche, abbia valori di emoglobina (pigmento che trasporta l’ossigeno nel sangue) o di ematocrito (percentuale di globuli rossi rispetto alla parte liquida del sangue) o di ferritina (riserva di ferro) al limite minimo o più basso dei livelli idonei per donare il sangue intero. In questo caso il donatore sarà indirizzato alla donazione di plasma, al fine di non ridurre ulteriormente questi componenti del sangue. Viceversa, al donatore con valori di globuli rossi, emoglobina ed ematocrito elevati sarà da sconsigliare la plasmaferesi e prediligere la donazione di sangue intero e saltuariamente le piastrine.

Donazione di sangue intero

La donazione di sangue intero è la donazione più comune. La quantità di sangue donato è stabilita per legge ed è di 450 ml con variazioni del 10% in rapporto al peso corporeo, all’età e al sesso. L’intervallo tra due donazioni di sangue intero deve essere di almeno 90 giorni. Per le donne fino alla menopausa la frequenza è di un massimo di 2 donazioni di sangue intero all’anno.
Una donazione di sangue intero dura in genere intorno ai 15 minuti. Il donatore, oltre al possesso dei requisiti generici, al momento della donazione dovrà possedere un valore di emoglobina (Hb) superiore a 13,5 g/dl se di sesso maschile, superiore a 12,5 g/dl se di sesso femminile.

Donazione di plasma e aferesi

La donazione di plasma rientra tra quelle effettuate impiegando la procedura di aferesi. In questo caso ci si avvale di una apparecchiatura, chiamata Separatore Cellulare, che separa i diversi componenti del sangue in un circuito sterile, reinfondendo, poi, nel donatore i rimanenti tramite soluzione fisiologica. In questo modo è possibile prelevare soltanto il plasma (plasmaferesi), soltanto le piastrine (piastrinoaferesi) o varie combinazioni di due componenti (plasma e piastrine, globuli rossi e piastrine, ecc).
Una donazione di plasma da aferesi dura circa 40-50 minuti, e si dona fino ad un massimo di 700ml, una donazione di piastrine, invece, raggiunge i 50-60 minuti.
Non prevedendo sempre il prelievo di globuli rossi e bianchi, in aferesi è possibile donare anche se la mattina della donazione si hanno valori di emoglobina lievemente più bassi di quelli richiesti per il sangue intero.
Il plasma, inoltre, essendo costituito principalmente da acqua, si rigenera più velocemente. L’intervallo minimo tra una donazione e l’altra, quindi, è molto più breve ed è di 35 giorni sia per donne che per uomini.

Donazione dedicata

La donazione dedicata è un metodo più antiquato e sconsigliabile. Viene effettuata da un donatore contattato direttamente dal ricevente, basandosi sulla convinzione che essendo da lui conosciuto offra una maggiore sicurezza dei donatori abituali. Questa tipologia di donazione non viene attualmente considerata del tutto sicura e valida, in quanto:
– è difficile per chiunque conoscere a fondo una persona, in particolare far emergere se ha avuto comportamenti a rischio che possono nuocere al ricevente;
– il rischio aumenta quando si debba ricorrere a più di un donatore;
– il partner non deve donare per una donna fertile che possa avere future gravidanze per il rischio di malattia emolitica neonatale;
– in caso di consanguineità i linfociti del donatore attaccano i tessuti del paziente causando una grave reazione trasfusionale.
Infine, non va dimenticato che il sangue di donatori periodici di cui si conosce la storia sanitaria da più garanzie.

Autodonazione

L’autodonazione è una procedura trasfusionale che consiste nel trasfondere al soggetto unità del suo stesso sangue, può essere richiesta dal chirurgo che opererà il paziente. I pazienti che devono eseguire interventi chirurgici programmati per cui è prevista una consistente perdita di sangue (≥ 20% del volume ematico totale).
Il metodo più utilizzato per effettuare questa tipologia di donazione è il predeposito. Nel periodo di tempo che precede l’intervento vengono prelevate alcune unità di sangue dal paziente (di solito 2-3), in fasi successive, a distanza di circa 1 settimana l’una dall’altra, fino a raggiungere la quantità prevedibilmente necessaria durante o dopo l’intervento.
I vantaggi dell’autotrasfusione sono i seguenti:
– eliminazione delle reazioni di incompatibilità;
– eliminazione del rischio di trasmissione di malattie infettive;
– riduzione del rischio di immunizzazione da antigeni diversi, con possibili manifestazioni a distanza.

Come viene utilizzato il sangue donato

Il sangue viene utilizzato per rimpiazzare quella particolare componente di cui il paziente è gravemente carente. Nello specifico:
– globuli rossi, nell’anemia acuta per emorragia e nelle anemie croniche;
– piastrine, nel paziente con tumori o col midollo osseo danneggiato dall’effetto di farmaci;
– plasma, nel paziente ustionato o con gravi problemi della coagulazione.

La maggior parte del plasma viene utilizzata per la produzione di plasmaderivati, in modo che in un piccolo volume si concentri una grande quantità di sostanza e si renda più efficace la cura di particolari patologie:
– albumina per i malati in stato di shock, gli ustionati, i malati con insufficienza epatica o renale e i pazienti con gravi carenze proteiche;
– fattori della coagulazione per gli emofilici e per altre gravi forme di carenza di questi fattori, con rischi emorragici;
– gammaglobuline per alcune malattie infettive come il tetano, la meningite, l’epatite virale e il morbillo.

Per approfondire ecco una ricca e puntuale Guida alla Donazione, scritta da: Luca Boetti, Claudio Malavasi e Paola Piccioni  (medici Avis Provinciale Rimini).

Se hai altre curiosità o dubbi sulla donazione di sangue e plasma, visita le nostre pagine dedicate


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