Le punture di zanzara non solo sono fastidiose: possono essere pericolose. Ecco un elenco di sintomi per le malattie trasmesse dalle più diffuse specie di zanzara.

di Maria Teresa Bergonzi

Specie più diffuse nel mondo

Le zanzare (famiglia Culicidae) sono tra gli artropodi più diffusi al mondo: se ne contano oltre 3.000 specie. In Italia, invece, si è calcolata la presenza di circa 60 specie. Sono gli insetti più pericolosi per l’uomo, in quanto vettori di virus e parassiti, potenzialmente letali per le persone e gli animali domestici e selvatici. Il dato – sottostimato – è di 750.000  morti in un anno nel mondo a causa di un’infezione da puntura di zanzara.

Perché ci pungono?

Sono solo le zanzare femmine a pungere perché il sangue è ricco di proteine necessarie allo sviluppo delle uova. I maschi, invece, preferiscono cibarsi del nettare dei fiori.

La saliva delle zanzare, inoltre, contiene un anticoagulante che permette loro di succhiare sangue più facilmente e induce una risposta allergica da parte del nostro sistema immunitario, causando prurito e dolore. In alcune specie di zanzara la saliva è così tossica e infettiva da veicolare diverse malattie. Oltre ad alcuni sintomi comuni – come mal di testa, febbre e spossatezza – ogni malattia trasmessa dalle punture di zanzara ha delle peculiarità, che indichiamo qui di seguito.

Le specie più pericolose
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Più comunemente conosciuta come la zanzara della malaria, ne rappresenta il principale vettore di trasmissione. La malaria è una parassitosi che colpisce maggiormente i paesi dell’Africa settentrionale e le isole dell’Oceano Indiano e Pacifico. In Italia questa specie è abbastanza rara, poiché preferisce le zone paludose o le risaie. Caratteristica è la presenza di segni chiari e scuri sulle ali. Punge soprattutto di notte, sia in ambienti chiusi che aperti. Con una sola assunzione di sangue, la femmina può deporre fino a 150 uova.

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Molto diffusa nelle zone tropicali e da qualche anno presente anche in Italia. Predilige il clima mediterraneo e si aggira nei pressi di abitazioni o luoghi visitati dall’uomo, ciò la rende molto pericolosa. È scura e si riconosce dalle macchie bianche sulle zampe e dalle fasce bianche sul torace. Veicola diverse malattie come la Dengue, la Febbre Gialla, Chikungunya e Zika virus.

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Originaria delle zone asiatiche, si è diffusa in Italia a partire dagli anni ‘90, presumibilmente trasportata per nave in copertoni usati. Molto diffusa nel Lazio, in Liguria, Lombardia, Toscana e Veneto. Ha un corpo nero con strisce bianche diffuse su addome, zampe, dorso e capo (caratteristica che le ha permesso l’attribuzione del nome). Può raggiungere una lunghezza di 10mm, vola a basse altezze e punge a qualsiasi ora, eccetto quelle di forte insolazione. È particolarmente aggressiva e predilige il sangue delle persone. È la principale responsabile della trasmissione del virus Chikungunya e del parassita della Filariosi.

 

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Originaria dell’Asia, si è diffusa anche in Italia probabilmente con il trasporto di piante tropicali. Simile alla zanzara tigre, ma senza alcuna striscia bianca sul torace. Le sue vittime sono animali ed esseri umani. E’ una delle zanzare più pericolose, in quanto veicola il virus parassita della filariosi a cani e gatti e il virus dell’encefalite giapponese alle persone.

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La più diffusa in Europa, vive e si riproduce in presenza di acqua stagnante. Di colore chiaro, ha ali estese e bordate di squame. Punge soprattutto all’imbrunire e di notte, spesso sverna all’interno delle abitazioni. È la principale responsabile del virus della West Nile Fever (WNF) in Europa e dell’encefalite giapponese

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Diffusa negli Stati Uniti del sud, predilige le regioni semi aride. Ha un colore chiaro e presenta delle strisce sulle zampe. Si nutre principalmente del sangue di uccelli domestici e selvaggi, come anche di quello di cavalli, bovini e dell’uomo. Questa specie è una dei vettori principali del virus dell’encefalite di St. Louis e dell’encefalite equina dell’Ovest.

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Abita le foreste dell’America Latina, dove trasmette la febbre gialla nelle popolazioni di scimmie. Si riproduce all’interno delle cavità, nei tronchi degli alberi o di altre piante dove si raccoglie l’acqua piovana. Nel 1955 alcuni studiosi hanno ripreso il comportamento di questa specie con una fotocamera ad alta velocità, osservando che la femmina , invece di entrare nelle cavità, “lancia” le uova al loro interno mentre è in volo.

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Diffusa nel Centro e nel Sud America, compreso il Brasile. È vettore della febbre gialla – una malattia che colpisce principalmente scimmie e esseri umani, ospiti del virus – nelle regioni forestali, dal momento che questa specie si nutre dei fiori degli alberi.

Come proteggersi

Dal momento che ad oggi  il miglior metodo di prevenzione consiste nel ridurre l’esposizione  alle punture di zanzara, è consigliabile proteggersi dalle stesse ed evitare che le zanzare possano riprodursi facilmente adottando alcuni semplici gesti e comportamenti:

  • Non lasciare contenitori e/o vasi con acqua stagnante in giardino
  • Istallare zanzariere a porte e finestre
  • Utilizzare repellenti, specie nelle ore serali quando le zanzare sono più attive
  • Trattare periodicamente i tombini con un larvicida
  • Indossare indumenti che coprano la maggior parte del corpo
  • Cambiare spesso l’acqua nelle ciotole degli animali
  • Tenere le piscine per i bambini in posizione verticale quando non sono usate
Chi controlla la situazione?

La sorveglianza umana è coordinata dal Dipartimento di Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, che trasmette i dati all’ECDC. Le Regioni definiscono le modalità per la sorveglianza epidemiologica e di laboratorio sul loro territorio.

Le attività di sorveglianza dei casi umani importati e autoctoni si attuano per tutto l’anno su tutto il territorio nazionale e dai primi di maggio a tutto novembre in tutte le Regioni nelle quali sia stata identificata un’area endemica. In queste aree la sorveglianza dei casi umani deve essere rafforzata e deve essere posta particolare attenzione alla diagnosi di malattia nella popolazione. Il sistema di segnalazione raccoglie inoltre le positività per Wnv rilevate nei donatori di sangue, emoderivati e di organi, tessuti e cellule, finalizzati all’applicazione delle specifiche misure preventive ed eventuali forme cliniche febbrili riscontrate sul territorio nazionale. Il test NAT nei casi di West Nile Virus vengono effettuate su tutti i donatori che abbiamo soggiornato almeno 24 ore in una zona dove sia stato rilevato un caso autoctono, ovvero dove sussistono pool di zanzare infette che possono quindi trasmettere con la puntura l’infezione a un essere umano.

Le attività di sorveglianza in ambito veterinario sono invece coordinate a livello nazionale dal Centro di Referenza Nazionale per lo studio e l’accertamento delle malattie esotiche (CESME) all’interno dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise “G. Caporale”.