Alcol e donazione di sangue e plasma: cosa dice la normativa

Un consumo occasionale e moderato di alcol non esclude automaticamente dalla donazione. Diverso è il caso dell’abuso o dell’uso cronico, che può compromettere la salute di chi dona e la qualità/sicurezza dell’unità donata. Vediamo insieme come leggere correttamente i “valori”, cosa indicano le fonti italiane su consumo e rischio, quando è meglio rimandare la donazione e perché la sincerità nel colloquio medico può fare la differenza.

Quanto alcol è considerato “a basso rischio” e perché "meno è meglio"

È importante non confondere “alcolemia” (g/L nel sangue) con le indicazioni sul consumo. Ma di cosa si tratta? L’alcolemia è un valore misurato in un dato momento e può dipendere da molti fattori. Per parlare di consumo in modo corretto, invece, in Italia si usano le Unità Alcoliche (UA): una misura pratica che permette di confrontare diverse tipologie di alcolici su una base comune. Il Ministero della Salute definisce 1 UA come 12 grammi di alcol puro, chiarendo in questo modo le equivalenze. Questo approccio è utile in quanto può aiutare a capire effettivamente “quanto” si beve realmente, senza affidarsi a stime vaghe.

In ogni caso non esiste un consumo di alcol completamente privo di rischi: quindi “meno è meglio”. Allo stesso tempo, per orientarsi nella quotidianità, il Ministero della Salute indica come soglie di basso rischio per adulti sani:

  • 2 UA al giorno per gli uomini;
  • 1 UA al giorno per le donne;
  • 1 UA al giorno per gli over 65.
  • 0 UA per i minori di 18 anni.

Queste soglie non indicano un “via libera”, ma consentono di avere un riferimento di prevenzione: in questo modo è possibile ridurre la probabilità di avere effetti negativi nel tempo e scoraggiare modalità di consumo concentrate.

Donazione e abuso cronico: cosa prevede la normativa trasfusionale

La normativa italiana sui criteri di selezione è esplicita nel considerare l’alcolismo cronico una condizione di esclusione dalla donazione. Si tratta di un punto fondamentale riportato nei criteri nazionali (DM 2 novembre 2015, Allegato III), in quanto un uso cronico e problematico di alcol può causare danni a organi, alterazioni metaboliche e complicanze che rendono la donazione non sicura per chi dona e per chi riceve. Ovviamente l’obiettivo non è “punire” o giudicare, ma prevenire rischi o eventuali complicazioni.

Diverso dall’abuso cronico è il caso del consumo saltuario di alcolici, in questi casi la regola fondamentale è quella di evitarne l’assunzione nelle ore che precedono e seguono la donazione e, se c’è stato un eccesso, valutare di rimandare. Perché? Perché l’alcol può influire sul benessere immediato del donatore o della donatrice (disidratazione, cali pressori, maggiore facilità a sentirsi deboli) e perché un organismo “stanco” o disidratato può tollera peggio il prelievo.

Perché è importante essere sinceri con il medico

Il sistema trasfusionale si fonda su strumenti diversi: questionario, colloquio medico, visita e controlli. Questi passaggi servono a inquadrare lo stato di salute di chi dona e a intercettare condizioni che renderebbero la donazione non sicura o non appropriata. Nei materiali informativi sanitari della Regione Emilia-Romagna, ad esempio, è chiaramente descritto il ruolo del medico nella selezione e nella tutela della donatrice o del donatore. Parlare apertamente delle proprie abitudini (anche sull’alcol) non è un “confessarsi”: è dare al medico le informazioni necessarie per fare una valutazione completa e corretta, consigliando se necessario un rinvio della donazione o un percorso di approfondimento.

Se non si è sicuri di essere nelle condizioni ottimali per donare (per esempio dopo una bevuta importante, una notte con poco sonno, o un periodo in cui ti senti meno in forma), la cosa più corretta da fare è contattare il centro di raccolta e spostare l’appuntamento: non si tratta di “una rinuncia” ma di una scelta razionale dettata dal buon senso.

Fonti utilizzate:

  • Ministero della Salute, Decreto n. 300 del 28 dicembre 2015 recante “Disposizioni relative ai requisiti di qualità e sicurezza del sangue e degli emocomponenti”;
  • https://www.centronazionalesangue.it/
  • https://www.salute.gov.it/new/
  • https://www.avis.it/

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