Una guida rapida ai gruppi sanguigni e al loro utilizzo medico-trasfusionale
I gruppi sanguigni non influenzano personalità o dieta, ma sono fondamentali per garantire trasfusioni sicure e terapie efficaci e tempestive. Conoscere il proprio gruppo sanguigno è importante, ma capire come viene utilizzato è ancora più utile per comprendere a pieno il valore della donazione. Ogni gruppo ha caratteristiche diverse e contribuisce al sistema trasfusionale in modi specifici: ecco una guida chiara e aggiornata per orientarsi al meglio.
Cos’è un gruppo sanguigno
Il sangue viene classificato secondo due sistemi fondamentali:
- Sistema AB0 — quattro gruppi: A, B, AB e 0 (zero);
- Sistema Rh — presenza (Rh+) o assenza (Rh-) di un antigene chiamato fattore Rh.
Questi sistemi si combinano per formare 8 gruppi sanguigni principali: A+, A−, B+, B−, AB+, AB−, 0+, 0−.
Tali gruppi si distinguono per via di due tipi di oligosaccaridi (zuccheri) presenti sulla superficie dei globuli rossi: nello specifico il gruppo A e il gruppo B hanno rispettivamente i due tipi di zuccheri, il gruppo AB li ha entrambi e il gruppo zero nessuno dei due. Il fattore Rh invece, è una proteina che può essere presente (Rh+), o meno (Rh-), sulla superficie degli stessi, portando quindi alla distinzione accennata.
In una trasfusione di emocomponenti, per evitare reazioni immunitarie, è essenziale che il sangue della donatrice o del donatore sia compatibile con quello di chi riceve la donazione. Non è corretto però affermare che ci siano gruppi più utili di altri, piuttosto, sulla base del proprio gruppo sanguigno, viene consigliato di effettuare una donazione di sangue intero o di plasma, con l’obiettivo di dare maggior valore alle caratteristiche specifiche di chi dona.
Ad esempio, il gruppo 0− (abbastanza raro come A- e B-), è considerato il “donatore universale”, perché i suoi globuli rossi non hanno antigeni A, B o Rh, in questo caso è consigliabile una donazione di sangue intero. Allo stesso tempo, il gruppo AB+ è considerato il “ricevente universale”, questo poiché è in grado di ricevere sangue da qualunque gruppo, non avendo anticorpi contro gli antigeni A e B. In ogni caso, ciascun gruppo segue regole specifiche di compatibilità che sono alla base dell’organizzazione trasfusionale in tutto il mondo. La compatibilità del plasma è molto diversa da quella dei globuli rossi. In questo caso infatti, sono gli anticorpi presenti nel plasma a determinare chi può riceverlo in sicurezza.
Queste considerazioni sono valide in generale, ma è necessario confermarle caso per caso sulla base degli esami di laboratorio (emocromo e ferritina), delle considerazioni del medico del centro di raccolta e delle necessità trasfusionali programmate e contingenti.
Perché è importante donare ciò che serve
Il sistema trasfusionale funziona al meglio ed evita sprechi raccogliendo ciò che serve, quando serve. Per far sì che ciò sia possibile è fondamentale rispettare la prenotazione della donazione, grazie alla quale è possibile programmare la raccolta in maniera precisa, evitando che le sacche vadano in scadenza.
Ogni gruppo sanguigno ha un ruolo unico e insostituibile nella cura delle persone. Non esiste un donatore più “utile” di un altro: esiste una comunità che, grazie alla collaborazione di tutti, garantisce cure sicure, appropriate e senza sprechi.
Per altri dubbi o curiosità sulla donazione di sangue, plasma o su altre tipologie di donazione, visita le nostre pagine dedicate:
[…] di sangue: il 14 giugno 1868, infatti, fu il giorno in cui nacque Karl Landsteiner, scopritore dei gruppi sanguigni e, insieme ad Alexander S. Wiener, del fattore […]
[…] alla selezione per gruppo, alla donazione differita (ovvero solo dopo tutti gli esami del protocollo di selezione) e alla […]
[…] una buona scorta di gruppo 0Rh- (zero negativo), una sorta di salvavita perché, in quanto donatore universale, può essere utilizzato in caso di emergenza quando non si conosce il gruppo del paziente e non si […]