Non tutti si rilassano allo stesso modo, per le vie del centro di Ferrara…

 

Sono l’uomo più egoista del pianeta. Giuro, nessuno lo è quanto me. Donare è una scusa, una scusa bell’e buona… Addirittura, ho accettato felicissimo di donare il plasma – la qual cosa richiede una procedura un po’ più lunga – proprio perché così ci metto di più.
E niente, lo confesso: donare è fantastico perché mi regala un’ora tutta per me! C’è chi fa yoga, chi meditazione, chi trekking in collina, chi nuota, chi passeggia col cane. Io dono il plasma. Arrivare qui, essere accolto e coccolato, stendermi sul lettino e rilassarmi: chiudere gli occhi e lasciare vagare i pensieri… È meraviglioso!
Donando plasma posso farlo anche più spesso che se donassi sangue. Posso permettermi il lusso di spegnere il telefono, rimandare le incombenze di lavoro, fantasticare e fare progetti per il futuro. E pensare che c’è chi ha paura dell’ago e al mio posto sarebbe irrigidito e sul chi va là… Come il mio collega Giulio, che quando gli dico tutto raggiante che vado a donare strabuzza gli occhi come se avessi detto che vado a buttarmi giù da un cavalcavia!  In realtà è più l’idea che la cosa in sé, a fare paura. Qui ne ho incontrate, di persone spaventate dall’ago. Ma il personale ci sa fare, e manco te ne accorgi… ti distraggono con un’abilità degna di un borseggiatore!
Ma io no, non voglio essere distratto. Voglio svegliarmi, inforcare la mia bici, raggiungere il cuore di Ferrara, entrare nel mio bel centro raccolta, chiacchierare del tempo con Barbara all’accoglienza, fare due battute sulla Spal coi volontari, pavoneggiarmi con il medico che si complimenta per il mio perfetto stato di salute e poi via, sul mio lettino.
Seduto qui penso ai miei bambini, che crescono così in fretta. A Filippo che è tanto appassionato di dinosauri, vorrei portarlo a vedere il T-Rex a Vienna, sarebbe davvero una bella sorpresa. Magari potremmo andare per il suo compleanno… Penso a sua sorella Fiona, con quella passione per il calcio che la sua mamma disapprova ma senza dirle nulla. È originaria del Ghana e teme che questa scelta possa crearle dei problemi con le altre ragazzine. Ma io la rassicuro, perché so che vuole proteggerla: e le dico che i bimbi vanno incoraggiati nelle loro aspirazioni. Vanno sostenuti e non inibiti. Gli va insegnato che inseguire i propri sogni non è sempre una passeggiata. E io me la immagino inseguire il suo pallone sui suoi tacchetti, coi calzettoni infangati e quella coda tirata sulle tempie che finisce in un crespo broccolo bruno. Mi scappa da ridere, la mia vicina di lettino mi guarda di sottecchi. Che fortunato, sono io.
Pomeriggio potrei restare a casa in permesso, perché ho donato. Ma mi sa che un salto in ufficio più tardi lo faccio. Solo per dare un’occhiata al progetto che sta ultimando la nostra nuova stagista. È in gamba, dovremmo assumerla. Ne parlerò col capo, di solito mi ascolta. Il mio capo è una signora molto silenziosa ma non le scappa nulla, si accorge di tutto. È un bravo capo perché riesce a farti fare le cose che vuole senza chiedertele, senza dare ordini. Non so come faccia, ci vuole un talento speciale. Non l’ho mai sentita dire un no: a chi ha bisogno di un permesso, a chi va a donare, a chi deve cambiare un turno al volo per un problema personale. Forse per questo ci teniamo tutti a fare un buon lavoro. Perché ci piace farla contenta.
Accidenti come vola il tempo, ho già finito… vado a fare colazione. Me ne mangio due, di brioche: oggi me lo merito. Poi esco e attraverso il corso portando la bici a mano, passeggiando lentamente e guardando le vetrine. Bella, quella giacca di tweed… mia moglie l’apprezzerebbe molto, mi direbbe con quell’espressione tutta fossette che sa fare solo lei:  “Oh, sei proprio figo“.
Beh, basta con questo narcisismo che oggi mi dà alla testa. Ma è l’effetto-donazione, mi succede sempre così. Mi fa sentire felice e utile. È una bella sensazione… E mi sa che torno indietro a provarla, quella giacca di tweed


Un’ora tutta per me
è un racconto di finzione. I personaggi e le situazioni sono frutto di fantasia, le informazioni su sangue e plasma in esso contenute, invece no.
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