Sospensione temporanea: cos'è e a cosa serve

La sospensione temporanea dalla donazione non è una punizione: si tratta di una precauzione fondamentale che il medico del centro di raccolta può attuare per tutelare a pieno la salute di chi dona e di chi riceve, evitando al contempo che quanto donato venga sprecato.

Idoneità, sospensione e autosospensione: facciamo chiarezza

Colloquio medico, esami di rito e questionario anamnestico sono fondamentali per garantire la genuinità e la sicurezza delle sacche donate: è infatti grazie ad essi che il medico del centro di raccolta è in grado di esprimere un giudizio obbiettivo sull’idoneità o meno alla donazione. Alcune condizioni o situazioni transitorie potrebbero infatti inficiare la donazione o compromettere lo stato di salute di chi dona o di chi riceve, ed è in casi come questi che entra in gioco la cosiddetta sospensione temporanea.

Si tratta di un periodo in cui non è possibile donare, perché farlo in quel momento non sarebbe la scelta più sicura o appropriata. In questi casi è importante sottolineare due aspetti:

  • i criteri e le durate di sospensione sono stabiliti a livello nazionale (DM 2 novembre 2015 e Allegato III) e sono applicati dal medico dopo un’accurata valutazione individuale;
  • un’eventuale sospensione non va mai intesa come una punizione o un atto ostile e personale: si tratta di una precauzione importantissima per garantire la massima sicurezza di tutto il Sistema Trasfusionale. 

Accanto alla sospensione decisa dal medico è importante considerare un concetto importante: l’autosospensione. Può essere applicata quando la donatrice o il donatore riconosce di aver vissuto un evento o una situazione per cui la scelta più corretta è quella di rimandare l’appuntamento per la donazione: in questi casi è importante contattare il centro di raccolta e programmare uno spostamento. Si tratta di un comportamento responsabile che rende la donazione più sicura e aiuta a evitare possibili sprechi.

I motivi più frequenti e le relative tempistiche:

I tempi di sospensione sono definiti a livello nazionale e permettono l’applicazione di regole univoche per salvaguardare l’integrità del Sistema Trasfusionale. Esistono per ridurre i rischi, permettere il recupero completo della donatrice o del donatore e coprire un eventuale “periodo finestra” in cui una possibile infezione recente potrebbe non essere ancora evidenziata con certezza dai test.

Ecco alcuni esempi tipici di sospensione temporanea previsti dalle normative vigenti:

  • Tatuaggi, piercing, foratura orecchie: 4 mesi dall’ultima esposizione alla condizione di rischio;
  • Agopuntura (se non eseguita da professionisti qualificati con ago usa e getta): 4 mesi dall’ultima esposizione alla condizione di rischio;
  • Gravidanza: durante la gravidanza, nonché per 6 mesi dopo parto o interruzione di gravidanza eccettuate circostanze particolari;
  • Comportamenti sessuali a rischio: 4 mesi dall’ultima esposizione ad una o più delle condizioni di rischio, rappresentate da rapporti eterosessuali/omosessuali/ bisessuali con partner risultato positivo ai test per l’epatite B e/o C e/o per l’AIDS o a rischio di esserlo;  con partner che ha avuto precedenti comportamenti sessuali a rischio o del quale il donatore ignora le abitudini sessuali; con partner occasionale; con più partner sessuali; con soggetti tossicodipendenti; con scambio di denaro e droga; con partner, di cui non sia noto lo stato sierologico, nato o proveniente da paesi esteri dove l’AIDS è una malattia diffusa;
  • Esame endoscopico con strumenti flessibili: 4 mesi dall’ultima esposizione alla condizione di rischio.

Negli ultimi anni, inoltre, il Centro Nazionale Sangue ha pubblicato documenti tecnici aggiornati che raccolgono in modo sistematico i principali motivi di sospensione e i criteri applicativi: sono strumenti utili per rendere le indicazioni più chiare e omogenee. Per visionare tutti i motivi di sospensione temporanea e le relative tempistiche è possibile scaricare qui la tabella completa.

L'importanza della trasparenza:

Essere sinceri e trasparenti sia con il medico che con se stessi, è cruciale per rendere la donazione più sicura e proteggere direttamente se stessi e chi riceve, spesso in condizioni delicate. Se hai dubbi su un comportamento, un farmaco, un episodio recente o un viaggio, la cosa migliore è dirlo: il medico può chiarire, indicare un rinvio o confermare l’idoneità. 

Successivamente alla donazione, se emergono informazioni, cambiamenti o sviluppi importanti relativi al proprio stato di salute, come in caso di malattia (soprattutto se poteva essere già in incubazione al momento della donazione), o se ci si rende conto di aver omesso un’informazione rilevante, è importante contattare ed informare il centro di raccolta: si tratta di un gesto semplice che può evitare rischi e aiutare il sistema a intervenire tempestivamente.

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