Sospensione definitiva dalla donazione: di cosa si tratta e quando può accadere
In alcuni casi il medico può dichiarare una non idoneità permanente alla donazione. Si tratta di una possibilità prevista dai criteri nazionali fondamentale per tutelare la salute della persona che vorrebbe donare e al contempo la sicurezza di chi riceve. È importante sottolineare, però, che essa riguarda la donazione e non il valore della persona, che può continuare a donare il proprio tempo e contribuire in moltissimi modi alla comunità.
Cos’è la sospensione definitiva:
La sospensione definitiva è una precauzione che il medico del centro di raccolta può attuare nel momento in cui vengono riscontrate specifiche condizioni nell’aspirante donatrice o donatore. Tale precauzione subentra se, sulla base della valutazione medica effettuata e dei criteri condivisi a livello nazionale, la donazione non è considerata sicura o appropriata nel tempo, sia per chi dona che per chi riceve.
È necessario sottolineare che tale decisione è basata esclusivamente su specifiche condizioni cliniche che aumentano in modo significativo, o potrebbero aumentare, il grado di rischio per la salute comune, e non su valutazioni morali o personali nei confronti della persona che intende donare.
Il riferimento principale in merito è il DM 2 novembre 2015, in cui sono specificati anche i criteri di selezione degli aspiranti donatori. Per rendere le indicazioni ancora più chiare e omogenee, il Centro Nazionale Sangue ha anche pubblicato un documento tecnico sui motivi di sospensione temporanea e permanente.
Le cause più frequenti di sospensione definitiva:
Ecco un elenco aggiornato delle principali condizioni che, secondo i criteri nazionali, possono portare a una non idoneità permanente:
- Neoplasie: sono esclusi tutti i soggetti con storia di neoplasie maligne, neoplasie ematologiche, neoplasie associate a condizioni viremiche. Possono essere accettati donatori con storia di carcinoma basocellulare o carcinoma in situ della cervice uterina dopo la rimozione della neoplasia;
- Malattie autoimmuni: sono esclusi soggetti con malattia autoimmunitaria che coinvolge più organi o anche monorgano se candidati a procedure che prevedano la somministrazione di fattori di crescita;
- Trapianto di organo solido, di CSE: sono esclusi tutti i soggetti che hanno ricevuto il trapianto;
- Diabete: sono esclusi soggetti in trattamento con insulina. Possono essere accettati soggetti con diabete compensato, che non richiede trattamento insulinico;
- Malattie infettive: Epatite B, epatite C, infezione da HIV Infezione da HTLV I/II Malattia di Chagas o Tripanosomiasi americana Babesiosi Lebbra Kala Azar (Leishmaniosi viscerale) Sifilide Febbre Q cronica;
- Assunzione di sostanze farmacologiche: sono esclusi i soggetti con uso attuale o pregresso non prescritto di sostanze farmacologiche o principi attivi, comprese sostanze stupefacenti, steroidi od ormoni a scopo di attività sportive, per via intramuscolare (IM), endovenosa (EV) o tramite strumenti in grado di trasmettere malattie infettive;
- Comportamento sessuale: sono esclusi i soggetti il cui comportamento sessuale abituale e reiterato (promiscuità, occasionalità, rapporti sessuali con scambio di denaro o droga) li espone ad elevato rischio di contrarre malattie infettive trasmissibili con il sangue;
- Alcolismo cronico: tutti i soggetti;
Ovviamente non si tratta di “colpe” o responsabilità dell’aspirante donatrice o donatore, ma di semplici criteri inequivocabili volti a garantire l’assoluta sicurezza di tutto il sistema trasfusionale, evitando quindi di creare possibili complicazioni sia in coloro che intendono donare, sia nei possibili riceventi.
- Qui è possibile consultare l’elenco completo delle possibili cause di sospensione definitiva dalla donazione di sangue o plasma.
La sospensione riguarda la donazione e non chi dona:
Quando si viene sospesi definitivamente è normale provare delusione o sentirsi “messi da parte”. In questi momenti però, è importante riflettere sul significato di “cultura del dono”: un concetto che racchiude al suo interno moltissimi aspetti che vanno oltre la semplice donazione: educazione alla salute, promozione di stili di vita responsabili, supporto e iniziative sul territorio. Si tratta di attività che richiedono tempo, impegno e competenze e che trovano nel volontariato associativo la propria forza motrice. Se si viene sospesi quindi, è possibile continuare a donare il proprio tempo, prezioso e fondamentale per la buona riuscita di moltissime attività associative.
Inoltre, in questi casi la cosa più utile è parlare apertamente con il medico del centro, in modo da chiarire eventuali dubbi e ragionare sul motivo della non idoneità. Se hai una diagnosi nuova o un cambiamento importante di salute, non aspettare la prossima donazione: contatta il Servizio Trasfusionale e chiedi come comportarti.
Per altri dubbi o curiosità sulla donazione di sangue, plasma o su altre tipologie di donazione, visita le nostre pagine dedicate:
buongiorno, non trovo il mio libretto AVIS ,vorrei sapere se è possibile risalire al mio gruppo sanguigno.
Grazie
Ciao Maurizio, devi rivolgerti al tuo abituale centro prelievo per avere il duplicato