È il mio primo Natale da presidente regionale, e sento il bisogno di osservare, confrontarmi, ragionare con chi è qui da prima di me e con chi mi ha preceduto in questo ruolo importante e bellissimo.

In occasione dell’avvicinarsi delle Festività natalizie e del nuovo anno, desidero fare un paio di considerazioni di carattere generale sul volontariato: è il mio primo Natale da presidente regionale, e sin dal mio insediamento ho sentito il bisogno di osservare, confrontarmi, ragionare con chi è qui da prima di me e con chi mi ha preceduto in questo ruolo importante e bellissimo.

Mi sono reso conto che la nostra associazione può e deve andare oltre la donazione di sangue e plasma, e anche oltre la tradizionale idea di volontariato: oggi gli ambiti si mescolano continuamente molto più che in passato, i confini si fanno meno netti in tutti i contesti: lavorativi, economici, sociali. Se questo da un lato naturalmente ci spaventa, sento che dobbiamo anche coglierne le opportunità. E le opportunità ci sono sempre, in ogni fase storica. Occorre però saperle riconoscere.

Oggi non possiamo immaginare un volonatriato totalmente dedicato, che spende ogni munuto del proprio tempo in Avis. Quel mondo non esiste più perché la precarietà diffusa e l’estensione dei tempi di lavoro (che la tecnologia avrebbe dovuto comprimere) non ci permettono più di operare come anche solo 10 anni fa. Ma se vogliamo coinvolgere le nuove generazioni in questo percorso di solidarietà e di cura della salute pubblica e collettiva, dobbiamo comunicare che Avis è un trampolino di lancio.

Un trampolino verso il futuro, a cui guardare con la rassicurante certezza di avere una rete sociale solida e non giudicate intorno. Un trampolino per competenze ed esperienze arricchenti dal punto di vista umano e spendibili anche nel lavoro e nella vita. Perché le ragazze e i ragazzi che si avvicinano ad Avis comprendano che l’umanità, l’ascolto, la gestione delle complessità e dei conflitti sono importanti anche là fuori, nelle professioni che scegleranno e nelle relazioni che intratterranno. Perché l’economia deve ruotare intorno ai bisogni delle persone, e non viceversa. 

Dove impararlo meglio che qui, dove i volontari, il personale, i medici e i donatori e i riceventi convivono e affrontano insieme le sfide che di volta in volta si presentano, in difesa e a supporto del benessere collettivo. Ed è qui che dobbiamo estendere l’ambito di intervento, occupandoci di prevenzione alla salute, fisica e psicologica, e di fare la nostra parte nella costruzione di una società più equa, più accogliente e più sana.

Dalla pandemia in poi abbiamo tutti notato che la paura del futuro, l’incertezza sociale ed ecomonica, gli ecosistemi sempre più fragili, una burocrazia che accerchia e non aiuta ci hanno reso tutti più nervosi e insofferenti verso il prossimo. Per questo, nell’augurare di cuore a tutte e tutti voi un sereno periodo di festività, faccio una preghiera: siate gentili. Siate comprensivi, siate pazienti. L’umanità progredisce con il mutuo aiuto e non con la competizione continua. Il mondo può essere un luogo bellissimo in cui c’è posto per tutti. Sta a ciascuna persona renderlo possibile, ogni giorno.

Buone Feste
Roberto Pasini
Presidente Avis Emilia-Romagna

Lily è un chacarter ideato da Andrea Arduini e Marianna Leo, Avis Parma