“Un mondo migliore non solo è possibile, ma esiste già. È quello fatto dalle persone come voi. Buon Natale di cuore, e un buon 2022”.

Se ripenso a questo difficilissimo 2021, una delle cose che ci porteremo sempre nel cuore è la consapevolezza del ruolo di tutto il sistema delle Avis della regione. Mentre le istituzioni – giustamente – invitavano a uscire di casa solo per buone ragioni, i volontari, i donatori e gli operatori professionali associativi hanno interpretato la donazione come la migliore tra le ragioni per uscire e andare ogni giorno a donare sangue o plasma o a rendere la donazione possibile sui versanti organizzativo e quello sanitario.

Non appena è arrivato il nostro turno, siamo andati a vaccinarci per tenere aperte le sedi nella massima sicurezza possibile. Là dove qualche volontario ha dovuto rallentare le attività, per ragioni di salute o altro, sono arrivati i giovani: quelli che avevano fatto il servizio civile da noi, quelli che ci hanno conosciuti a scuola, quelli che in famiglia hanno sempre respirato l’Avis ed i tanti altri che si sono offerti di dare una mano. Il risultato è stato straordinario, perché mai è mancato, nei nostri ospedali, il sangue ed il plasma necessari alle attività trasfusionali inviando, nel contempo, alle ragioni carenti le unità concordate. Il covid non ci ha fermati ed anzi ha mostrato la nostra capacità di riorganizzare la raccolta per svolgerla in sicurezza.

Eppure, là dove non è riuscito il coronavirus, è riuscito l’integralismo: il ritorno dei talebani in Afghanistan ha fermato – speriamo non per sempre – i progetti di solidarietà internazionale che portavamo avanti dal 2013. Molti pazienti, in particolare bambini, che non abbiamo più potuto aiutare inviando loro il Fattore Ottavo da plasma umano per curare l’emofilia. Questo è un pensiero doloroso e triste che non possiamo e vogliamo tacere.

Sono stato confermato per il secondo mandato come presidente di Avis Emilia-Romagna e questo mi riempie di orgoglio e anche di febbre del fare. La prima cosa è stata costruire una conferenza programmatica per concordare tutti insieme i passi che vorremmo muovere nei prossimi 4 anni. Dove vogliamo andare è importante, ma anche come lo vogliamo fare. Ci siamo impegnati perché i nostri passi siano più leggeri e più verdi, lasciano un’impronta ecologica più sostenibile. I nostri passi vorranno essere anche più inclusivi, facendo politiche concrete perché nei nostri consigli entrino sempre più donne, giovani, nuovi cittadini. Perché una comunità inclusiva è un posto in cui stanno bene tutti. Ed Avis fa dello stare bene la propria missione: verso i malati e verso i donatori, della cui salute si prende cura e monitora costantemente.

Se c’è un augurio che vogliamo fare a tutti noi è il nostro impegno quotidiano e la politica vaccinale delle istituzioni aprano la possibilità di una ripartenza che ci consegni l’essenziale, quello che maggiormente ci è mancato come singoli e come associazione: vivere la socialità nel senso più pieno del termine, di persona, in presenza, tra gli abbracci e le strette di mano che caratterizzano la consegna delle nostre benemerenze.

E infine permettetemi di ringraziare tutti e ciascuno di voi per la passione, l’impegno e l’ingegno con cui avete affrontato insieme a me questo secondo inverno di pandemia. A tutte le volontarie e i volontari, i medici e gli operatori sanitari, i collaboratori, i dipendenti, i ragazzi del servizio civile, le donatrici e i donatori.

Un mondo migliore non solo è possibile, ma esiste già. È quello fatto dalle persone come voi. Buon Natale di cuore, e un buon 2022.

Maurizio Pirazzoli Presidente Avis Emilia-Romagna