Una storia per tutti coloro che sono lontani dai propri cari, come Amir il protagonista del nostro nuovo racconto.

di Monia De Marcellis

 

“Si sta avvicinando, devo sbrigarmi!” pensò Amir mentre osservava il piccolo calendario che aveva sulla scrivania. Il cerchio rosso che aveva fatto tempo fa gli ricordava che mancava meno di una settimana al suo compleanno. Gli era sempre piaciuto festeggiarlo, era l’unico giorno in cui veniva viziato dalla sua numerosa famiglia. Le prelibatezze di sua nonna, i “tanti auguri” cantati dai suoi fratellini e l’allegria travolgente dei suoi parenti rendevano quel giorno davvero speciale. Da qualche anno però si era trasferito in Italia, prima per studio, poi per lavoro, così aveva trascorso qualche compleanno lontano dalla sua famiglia ma era riuscito a trovare lo stesso clima e la stessa energia da un’altra parte…  Il primo compleanno che trascorse lontano da casa decise che sarebbe andato a donare il sangue, era una cosa che aveva sempre voluto fare ma non riusciva mai a trovare il tempo, così decise di farsi questo regalo. In questo modo aveva scoperto un luogo che gli ricordava molto casa sua, infatti quando si scoprì che era il suo compleanno tutti iniziarono a fargli gli auguri. La voce arrivò anche al barista che gli aveva fatto trovare un cornetto con sopra una candelina gialla e rossa, l’unica che era riuscito a trovare. Da allora aveva sempre festeggiato quella giornata così: sveglia presto, una bella donazione e l’immancabile cornetto con candelina strana annessa. “Chissà quale candelina troverò quest’anno..” si chiese Amir mentre prendeva il cellulare per chiamare il centro trasfusionale. Era ancora immerso nei suoi pensieri quando ricevette la notizia: non c’erano posti liberi per il giorno del suo compleanno!

“Lo sapevo! Avrei dovuto chiamare prima!” disse il ragazzo ad alta voce mentre andava in cucina.

“Che succede Amir? Qualcosa non va?” gli chiese Daniela, la sua coinquilina.

“No, niente, una sciocchezza” rispose Amir con aria affranta.

“Dalla tua faccia sembrerebbe una cosa importante, dai spara!” lo spronò Daniela con la sua solita energia.

“No, niente…è che…si insomma, io…ho chiamato per andare a donare ma l’unico posto libero è tra una settimana…” rispose il ragazzo.

“Non capisco dove sia il problema. E’ una cosa bella che ci sia tanta gente che va a donare, no?” chiese Daniela con aria innocente.

“Sì, certo, è bellissimo ma vedi…io volevo andarci prima…tra qualche giorno è il mio compleanno e sono sempre andato a donare quel giorno da quando sono in Italia e quest’anno non potrò farlo. Insomma non posso festeggiare con la mia famiglia, non si possono organizzare feste con gli amici o uscire fuori a cena…speravo almeno di poter andare a donare quel giorno…” ammise Amir cercando di spazzare via con il piede una macchia immaginaria dal pavimento.

“E poi Bruno mi fa sempre trovare una candelina sul cornetto che prendo a colazione…ma quest’anno niente candelina…” disse mentre si riavviava verso la sua camera.

Il giorno del suo compleanno Amir ebbe un risveglio particolare. Non appena sveglio andò in cucina ancora assonnato e si ritrovò circondato da una miriade di palloncini, una torta con tante candeline sul tavolo e i suoi coinquilini, Daniela e Lorenzo, e la sua famiglia (in collegamento dal computer) che gli cantavano tanti auguri. Fu molto felice di questa sorpresa, anche se rimase per tutto il giorno con una sensazione strana addosso, come se mancasse qualcosa. Gli mancava il fatto di non aver festeggiato con la sua “altra famiglia”, quella dei donatori, ma “tanto a nessuno cambia se vado oggi o più tardi a donare, nessuno si ricorderà del mio compleanno in un periodo incasinato come questo”. Questo pensiero lo accompagnò fino a qualche giorno dopo, quando si recò all’appuntamento per la donazione. Amir era comunque contento di andare a donare, gli lasciava sempre una bella sensazione, così decise di focalizzarsi su  questo senza rimuginare sul fatto che non fosse il suo compleanno. Fece tutti i controlli e la donazione senza problemi, una volta finito si avviò verso il bar. Dietro al bancone non c’era Bruno ma un ragazzo nuovo che, dopo aver preso la sua ordinazione, lo invitò a sedersi al tavolo “porto io tutto, non si preoccupi”.

Amir si sedette così ad un tavolino e iniziò a leggere i giornali online sul cellulare. Fu proprio mentre era immerso nella lettura delle notizie sportive che venne riscosso da un coro di voci. “Tanti auguri a tee, tanti auguri a teee..”, si guardò attorno e vide le infermiere e il personale che lo conoscevano seduti ognuno in un tavolino diverso, a distanza, e Bruno, coperto da mascherina e visiera, che si avvicinava con un cornetto con sopra una candelina a forma di razzo spaziale. Non ci poteva credere, si erano ricordati del suo compleanno! Era al settimo cielo!

Mentre tornava a casa Amir prese dalla tasca la candelina che aveva spento e iniziò ad esaminarla. “Che buffa! Chissà dove l’avrà trovata” pensò mentre sentì un fruscio sul suo lato sinistro. Una ragazza era appena sfrecciata in bici mancandolo per pochissimo. “Chissà dove va così di fretta…”