Come ogni anno, in occasione della ricorrenza della Strage di Bologna avvenuta il 2 agosto 1980, pubblichiamo un post sulla nostra pagina Facebook. Vogliamo tenere viva la memoria sui fatti terribili di quell’estate, che cambiò la vita dei bolognesi (e non solo) e che cancellò quella di 85 persone innocenti. Ancora oggi non si conosce tutta la verità.
La storia di Avis Regionale Emilia-Romagna e quella della bomba alla Stazione sono legate a filo doppio, perché l’una è nata sull’onda dello spirito di solidarietà che ha seguito l’altra, dal desiderio di tante persone di non arrendersi a quella che Hannah Arendt definiva “la banalità del male”.
I donatori e le donatrici che ci leggono da tutta Italia hanno sentito il bisogno di tenere viva la memoria regalandoci i loro ricordi e le sensazioni di quel giorno e dei giorni successivi.
Sono tutte testimonianze commoventi e di grande valore storico. Ne pubblichiamo qui alcune, quelle che ci sono parse più rappresentative delle emozioni di tutti, o più intense per la vicinanza agli eventi.
Claudio Grimandi: Io ero in Stazione quella mattina, insieme ad un amico alle 8,30 siamo partiti per Rimini. Arrivati a destinazione non dimenticherò mai l’orribile sensazione quando mi dissero che alla Stazione era da poco esplosa una bomba. Lì per lì non volevamo crederci, ma poi le immagini anche se in bianconero ci hanno raccontato la tragedia.
Cristiana Sargenti: C’era anche mio padre quel giorno in Stazione. Qualche graffio, una gran paura ma grazie a Dio non gli è successo nulla. No, non si può né si deve dimenticare. E non deve succedere più.
Patrizia Landi: Io lavoravo in Via Indipendenza e mi ricordo che il pavimento ha tremato quando sono passata di lì. Ancora oggi non ci sono parole, poveri innocenti.
Najda Bertelè: In quei giorni ero in vacanza con mia mamma a Marotta e mio padre ci doveva raggiungere in treno: passò da Bologna circa 30 minuti prima! Io dono!
Druidi Sergio: È saltata in aria un’amica, Vincenzina, di 50 anni. Non l’ho più dimenticata! Poi nel 2 Agosto del 1987 mi è nato un figlio: l’immensa gioia si accompagna sempre con un latente dolore. Non potrò mai e poi mai dimenticare. Ci sono giorni che se devo andare da qualche parte in città, anche se allungo il tragitto, devo passare davanti alla Stazione, devo guardare l’orologio fermo alle 10,25, devo ricordare le 85 vittime.
Mirko Masi: Avevo 8 anni ed ero in ferie in provincia di Belluno. Non dimenticherò mai i miei genitori partire intorno alle ore 13,00 (il Tg parlava ancora di fuga di gas) per andare a donare il sangue. Forse anche per questo sono un donatore.
Mauro Adriano: Facevo il C.A.R. a Pesaro. Molti di noi andarono a sgomberare le macerie nei giorni seguenti. Stavo servendo quello Stato…e mi fermo qui.
Luigi Sorci: Ho perso un amico caro, Roberto, ma a dire il vero ne ho persi 85! Maledetti quelli che hanno fatto questo!
Alberto Grandi: Io ero in Via Amendola (presso la lavanderia La Pigna, credo si chiamasse così). Aspettavo mio fratello da Rimini. Ricordo il macello!
Leonardo Colafiglio: Ero in Stazione a Bologna quasi tutti i giorni, per andare all’Università. C’ero anche due giorni prima, alla stessa ora dell’esplosione. Quel giorno no, quel giorno compivo 20 anni. Da allora il mio compleanno è diverso. Chi dimentica, chi non prova ancora rabbia e dolore, morirà senza avere vissuto una vita degna.
Mauro Fiorini: Già la Strage di Ustica sta andando nel dimenticatoio, pensate che il romanzo di Macchiavelli su quei fatti non può esser ristampato per il diritto all’oblio. Facciamo in modo che ciò non avvenga anche per Bologna.
Micaela Fonsati: Ogni volta che passo per la Stazione di Bologna vado alla lapide che ricorda la Strage e mi vengono i brividi. avevo quasi 11 anni e non la dimenticherò mai.
Dino Zanasi: Alla parete della Banca a cui mi rivolgo un orologio fermo segnava quell’ora, poi l’hanno fatto ripartire. Gli ho espresso la mia contentezza perché mi metteva a disagio. Se domattina non avessi l’ECG alla sede Avis di Modena sarei alla commemorazione.
Andrea Nuvoli Martelli: Quel giorno pochi minuti dopo stavo passando a piedi sul ponte di Galliera e non riuscivo a crederci!
Yuri Zini: A leggere questi commenti mi commuovo, come mi sono commosso anche stamattina sebbene siano 34 anni che partecipo alla manifestazione. Avevo 6 anni ed ero all’entrata della Stazione con mio padre: alle 10,25 è cambiata la mia vita. Lo spostamento d’aria della bomba mi ha lanciato via come un sacco per 30 metri e mio padre ricordo venne a raccogliermi e mi portò immediatamente all’ospedale. Solo per una questione di fortuna ci siamo salvati fisicamente ma il male e le paure le porterò sempre con me. Voglio giustizia fino in fondo: mancano i mandanti della Strage e noi dell’Associazione combatteremo fino alla fine, per noi e per tutta la città di Bologna, che mai dimenticherà.
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