Alla presenza dell’Assessore alle Politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna Claudio Venturi, le Associazioni del dono hanno firmato, attraverso i propri presidenti regionali, la Convenzione che regolamenta il dono del sangue e del plasma nel nostro territorio. La firma ufficiale, apposta da Andrea Tieghi per Avis e Michele Di Foggia per Fidas, ha sancito il compimento di un iter nel quale i rappresentanti dei donatori e la Regione si sono confrontati attivamente per alcuni mesi.

Tra le novità principali della Convenzione c’è il riconoscimento dello sforzo associativo per la raccolta differita: viene infatti riconosciuto un rimborso per favorire la sostenibilità del prelievo per gli esami di idoneità alla donazione. Fino ad ora il costo di questa operazione non veniva calcolato perché si consideravano rimborsabili solo le unità raccolte ai fini trasfusionali.

Un altro punto importante dell’accordo riguarda la possibilità di presentare, con appositi finanziamenti, progetti comuni insieme ad altre Associazioni al fine di raggiungere gli obiettivi di valenza regionale in tema di valorizzazione del dono di sé e della solidarietà.

Non da ultimo, il documento prevede la possibilità di fare convenzioni sovraziendali: un incentivo al lavoro comune tra Aree Vaste nell’ottica di una sempre maggiore omogeneità e collaborazione sul territorio regionale.

Abbiamo chiesto ad Andrea Tieghi, Presidente di Avis Emilia-Romagna, un commento sull’impianto generale della Convenzione.

Quali sono i principi che hanno ispirato l’accordo appena siglato?

Questa Convenzione rafforza e afferma ancora una volta la centralità del volontariato in generale e delle Associazioni dei donatori in particolare. È importante che il testo approvato faccia riferimento all’imprescindibilità del ruolo di Associazioni e Federazioni di donatori di sangue per l’intero sistema trasfusionale. Siamo molto soddisfatti. Inoltre l’accordo stabilisce l’unitarietà delle tariffe sul piano nazionale: questo rende ancora più lineare e trasparente la quantificazione del lavoro associativo e il suo valore.

Questo è anche l’ultimo risultato prima della conclusione del suo mandato come presidente regionale. Che progetti ha per il futuro?

Ho concluso il mio secondo mandato regionale in una fase di grande trasformazione del sistema sangue nella nostra regione e più in generale in Italia. Molti in Avis mi chiedono di restare, dunque mi candiderò come membro del Consiglio regionale per il prossimo mandato quadriennale.