A cura del servizio civile 2016/2017: Antonella Azzone,  Nicholas Brachetta, Ilaria Longo, Michele Malatesta, Annalisa Maraldi, Jenny Andrea Mazzoni, Frank Brice Tchantio Yepdieu, Michele Rossi.

Nel 1981 per la prima volta si iniziò a parlare di un nuovo virus: HIV. L’AIDS venne trasmessa per via iniettiva e sessuale (MST) diffondendosi dagli Stati Uniti al resto del mondo fino a diventare una pandemia. E oggi? Abbassare la guardia è rischioso: l’HIV si può curare ma non si può ancora guarire.

avis giornata mondiale contro l'aids

La malattia (AIDS), che inizialmente non aveva cura, aveva un elevatissimo e quasi totale tasso di mortalità nei contagiati. Tra gli anni ‘80 e i ‘90 le persone svilupparono, pur tra pregiudizi e discriminazioni, una maggiore sensibilità verso l’utilizzo di precauzioni nei rapporti sessuali. Nelle comunità gay degli Stati Uniti e in Europa si diffuse l’utilizzo del profilattico e in seguito anche questa pratica prese piede anche tra gli eterosessuali. Oggi non si registrano differenze significative di nuovi contagi tra le persone eterosessuali e le persone omosessuali.

Dati 2015
Fonte:
Dott. Florio Ghinelli
Responsabile sanitario
AVIS Emilia-Romagna

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casi di AIDS nel mondo
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Nuove diagnosi di infezione da HIV in Italia
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morti per AIDS in Italia ogni anno

Nel 1985 la principale fonte di contagio avveniva tra i tossicodipendenti (76.2%) con lo scambio di siringhe infette. Nel 2015, il contagio avviene invece soprattutto attraverso rapporti sessuali non protetti (85.5%). L’incidenza più alta è stata osservata tra le persone di 25-29 anni, di cui eterosessuali per il 44,9% e omosessuali per il 40,6%.

Dati AIDS 1985
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Nella trasmissione dell’infezione dell’HIV per via sessuale, il virus è presente in varie secrezioni umane (sangue, liquido pre-eiaculatorio, sperma, secrezioni vaginali e latte materno). Nel 2015 (ultimi dati disponibili ndr.) i nuovi casi coinvolgono principalmente gli uomini (74% con 2943 casi) e in numero minore le donne (26% con 752). Tra le donne, l’incidenza maggiore di contagi è legata principalmente alle cittadine straniere, ed è purtroppo legata al fenomeno della prostituzione.

Dati 2015
Fonte:
Dott. Florio Ghinelli
Responsabile sanitario
AVIS Emilia-Romagna

Dati AIDS maschi e femmine 2015
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La causa potrebbe essere che la malattia non spaventa più come una volta, così i rapporti sessuali vengono affrontati con più superficialità. La malattia non viene più vissuta come un pericolo ma come minaccia. Poiché i nuovi farmaci promettono un aspettativa di vita migliore nei soggetti interessati, si percepisce la malattia come meno pericolosa facendola sembrare un “raffreddore”, risolvibile prendendo poche pillole.

È vero che oggi, grazie alle nuove terapie, è possibile convivere con la malattia, ma non deve passare il messaggio che si possa guarire. L’HIV può essere curato, non guarito.

In Europa, si sta dibattendo sulla distribuzione di un farmaco, il Truvada, utilizzato già dal 2004 per la cura dell’AIDS; da adottare come profilassi prima di un eventuale rapporto, senza garantire un’immunità totale dal contagio.

La prevenzione è possibile, come lo è tenere sotto controllo la sua diffusione. Dal 1° dicembre, Giornata Mondiale per la Lotta contro l’AIDS, quest’anno è possibile sottoporsi al test fai-da-te nelle farmacie italiane. Basta solo una puntura sul dito e, in 15 minuti, è possibile farsi un idea sulla propria condizione (dopo il “periodo finestra” di 90 giorni) così da potersi confrontare con un medico specialista.

Tra vivere e convivere c’è una bella differenza. l’HIV è un “coinquilino” scomodo, latente e insidioso. La nostra vita vale più di una bugia o di un attimo di piacere. Il profilattico può evitare tutto questo, USIAMOLO!


Fonti esterne: EpicentroFocus, LilaMinistero della salute, TreccaniU.S. Food and Drug Administration.

Fonti interne all’Avis: MSTrapporti sessualiperiodo finestraprofilattico.

Per approfondire: Help Aids.

 

 Florio Ghinelli

Dott. Florio Ghinelli - I medici Avis Emilia-Romagna

Laureato in Medicina e Chirurgia a Parma nel 1969, specialista in Medicina Interna, specialista in Malattie Infettive. Primario dell’Unità Operativa Malattie Infettive Arcispedale S. Anna di Ferrara dal 1985 al 2011. Presidente AVIS Provinciale Ferrara.
Responsabile Area Sanitari AVIS Regionale E.R. e vice Presidente AGIRE SOCIALE – C.S.V. Ferrara. Non ha mai collaborato con aziende farmaceutiche né in Italia né all’estero.